| fino a Bellegra, per una Lemon Soda |
Il mezzo c'è, è nuovo e sulla carta promette soddisfazioni. Così, ho voluto testarlo su un tracciato decisamente più impegnato senza però esagerare.
Con Google Maps ho definito Bellegra come destinazione e l'algoritmo di Kurviger (navigatore oggetto di un prossimo articolo) mi ha proposto un itinerario con curve non estreme assicurandomi di impostare l'opzione "no pedaggi".
E' venuto fuori un tracciato che si è dimostrato impegnativo, divertente e decisamente sorprendente!
Perché Bellegra? La scelta è ricaduta su questo comune poiché situato sul Monte Celeste ad una altezza di circa 815 metri s.l.m., meta ideale in queste giornate di anticipata estate.
| Kurviger |
Qui di seguito i luoghi che ho lambito e attraversato fino a giungere a Bellegra:
- Lunghezza
- Corcolle
- San Vittorino
- San Gregorio da Sassola
- Casape
- Guadagnolo
- Capranica Prenestina
- San Vito Romano
- Olevano Romano
| si comincia a salire! |
Le prime strade intraprese sono state quelle necessarie a divincolarsi dalle strade urbane di Roma per poi immettersi direttamente sulla Collatina e successivamente su via di Lunghezzina, per poi impegnare per un tratto la via Polense e successivamente la via Faustiniana sulle quali già respiravo aria nuova e verde.
L'asfalto era mediamente in buone condizioni mentre in alcuni tratti, certamente a bassa frequentazione, la strada presentava buche, piccoli detriti, fogliame vario e in zone non particolarmente soleggiate anche dell'umidità che rendeva l'asfalto umido e quindi scivoloso.
Non di rado si incrociano ciclisti, molto più numerosi dei motocilisti.
Dopo circa 40 km. e dopo aver passato Casape, ho cominciato a scalare altezze fino a raggiungere i 1.079 nei pressi del Monte Guadagnolo. Tra le decine e decine di curve, alcune davvero impegnative, poiché strette, di una certa pendenza, mi sono imbattuto in sorprendenti panorami.
Dove è stato possibile, ho potuto scattare foto che non rendono certo giustizia ma che suggeriscono pace, serenità (forse anche violata dal suo del mio terminale di scarico).
Tutto intorno è stato un brulicare di vita, comprese le decine di mucche, capre, pecore e cavalli che giravano noncuranti e in totale libertà.
Non di rado si sono aperti scenari degni di una pausa ma l'incanto mi ha portato a percorrere la strada con la giusta velocità legata alla contemplazione, quella della lentezza!
| dalla terrazza del bar dove mi sono concesso una meritata bevanda |
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