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| le prime sensazioni |
Beh, il salto c'è stato: dalla versione 2017 alla versione 2025 non potevano non esserci delle nuove sensazioni di guida.
Quanto fatto dai meccanici e dagli ingegneri della Honda non poteva restituire un veicolo che era il copia-incolla delle versioni precedenti. Si, è vero, a volte questi nuovi modelli vengono solo incartati con nuovi colori o spostando di 1 cm. i fari anteriori. Tuttavia, dopo più di 8 anni e diverse versioni, credo che siano giunti a un compromesso che di fatto è stata la genialata la quale ha decretato il successo di questo modello, ovvero un "perfetto" ibrido tra moto e scooter, oppure tra scooter e moto.
Ho percorso più di 1.000 km. impegnando strade cittadine, qualche strada statale, in situazioni di traffico intenso e situazioni molto più rilassanti ed ecco quello che ho provato, dritto dritto a voi senza tecnicismi per i quali, nota importante, non sono neppure preparato.
La sella e la salita sul mezzo:
La seduta è più morbida e quello snellimento della sagoma proprio all'altezza del cavallo, rende più piacevole la guida e un pochino più agile la manovra di salita e discesa soprattutto se si è montato i tubolari. Non è una vera rivoluzione, ma aiuta. La manovra di salita in sella rimane comunque un'operazione non semplice e agile nonostante i miei 175 cm di altezza.
Personalmente ho adottato da anni tale manovra: piede sulla pedana e via a scavalcare la sella, tipo un "affondo con piede anteriore rialzato". Semplice, d'effetto, che non richiede particolari doti acrobatiche ma dove richiede l'accortezza di avere una scarpa con una suola che aderisca bene alla superficie. Affinché tale manovra sia più accessibile consiglio di adottare l
Manubrio e postura:
Sebbene il manubrio sia più largo di 30mm rispetto al 2017, ma con il diametro rimasto sostanzialmente identico, la sensazione è piacevole e non ha nulla di scooter-memoria. I gomiti risultano essere più larghi ma la capacità di guida e di controllo è maggiore, almeno per me, rispetto a prima. La postura beneficia della sagoma ridotta della sella, come sopra descritto.
Comandi & display:
Beh, il modello del 2025 presenta un blocchetto comandi decisamente più grande e forse agli occhi invasivo rispetto a quello del 2017. C'era da aspettarselo. Anzi, mi sarei aspettato un tasto con su scritto "AI" (intelligenza artificiale") tanto per cavalcare il trend. E' massiccio, è vero, ma funzionale.
Per quello che propone devo dire che la Honda è riuscita a disporre efficacemente ogni tasto, raggiungibili (i tasti) con la maestria motoria del pollice. Ogni tanto si liscia il comando delle frecce ma qualche imbarazzo iniziale l'ho avuto anche con il modello del 2017. Imbarazzo facilmente superabile con la pratica. Ma su questo blocchetto farò un articolo dedicato.
La grandezza del display non è invasiva, tipo racchetta di padel, ed è stato costruito con tecnologia TFT (Thin Film Transistor) la quale è una variante avanzata degli schermi LCD a cristalli liquidi. Una tecnologia che garantisce, ed è vero, immagini più nitide in ogni condizione di luce.
Debbo dire che gradivo anche la versione "quadrata" del 2017 che lo rendeva molto stile "off-road". Certo, qui siamo di fronte a un necessario upgrade e il risultato non mi dispiace affatto. Sono riuscito a consultare tutte le informazioni senza sforzo, anche le icone più piccole debbo dire che sono di facile individuazione.
Optionals & others:
Ora la smartkey è collegata anche all'apertura del bauletto (top case) e debbo dire che tale scelta mi è davvero di aiuto nelle manovre ordinarie alle quali ero coinvolto. Ed ovviamente, solo con la smartkey attiva è possibile accedere al vano sottosella.
Il bauletto da 50 litri è davvero capiente anche se la sua forma, seppur levigata, aerodinamica ed elegante, risulta essere di una forma particolare. Comunque, all'interno ci entrano perfettamente 2 caschi integrali.
Sensazioni alla guida:
Con semplicità, posso affermare che la sensazione di guida, in generale, è più fluida ed è come se il baricentro fosse stato leggermente spostato e che non si adagi sull'anteriore come nella versione del 2017. Secondo me, è più facile guidare una X-ADV 750 che un SH 350. Certo, le manovre da fermo risultano sempre e comunque impegnative poiché non si gode di una sagoma snella e leggera ma è il prezzo da pagare per questo ibrido.
Ovviamente, tutto è nuovo e quindi ci aspetta una efficacia massima che potrà "consumarsi" con il tempo. Ma l'entrata in curva e in generale le traiettorie sembrano migliorate, più fluide e più precise.
Il motore, seppur più brillante con i suoi 3,6 cv in più e un incremento di +500 giri/min e rapporti accorciati (tecnicamente, solo sulle prime 3 marce), non è stravolto però ci si accorge del miglioramento a tutto beneficio che ho avuto nelle traiettorie e nelle decisione di intraprendere sorpassi e cambi di corsia.
Le mappe e la relativa elettronica (spinta) sono più performanti e precise e solo in alcuni casi sono intervenuto con dei cambi marcia manuali. E il cambio tra una marcia e l'altra è decisamente meno rumoroso, assente quel "tlock!" che ti accompagnava in ogni viaggio.
Insomma, al momento sono super soddisfatto ma vorrei testarla su asfalti più impegnativi e tragitti più lunghi. Geo politica e salute permettendo. Quest'ultime, appartengono a quelle categorie che "non posso controllare"...come avrebbe detto il buon Epitteto.
Le variabili che ancora non ho potuto testare sono le seguenti:
- riscaldamento del motore e conseguente calore durante i lunghi tragitti;
- performance di guida a pieno carico (valige e passeggero).
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