lunedì 10 novembre 2025

Ci sono molti però in ballo!


Non dovremmo essere solo turisti, almeno nella comune accezione del termine.

Opinione personale: il turista ha il dovere di sentirsi cittadino del mondo ed elevare il suo sguardo oltre i luoghi comuni. Dovrebbe, il turista, raccogliere informazioni, sensazioni ed emozioni e offrile al vaglio della più alta etica. Ho scritto alta etica pur non sapendo quando questa si definisca tale. Ma lo sforzo deve esser questo: sottoporre le esperienze non alle personali limitatezze ma tenderle verso un cielo più "alto".

Se avete sopportato questa introduzione, continuerò a elencare i miei "però".

Ma dove esistono dei però devono necessariamente esistere delle premesse. Provo a elencare le premesse per rendere più comprensibili i però. E permettetemi di farlo attraverso un ipotetico viaggio da colui che utilizza le due ruote.

Fine settimana...bella giornata che promette miti temperature e un dolce Sole che accompagna i generosi km. Arrivo a destinazione e posteggio il mio mezzo. Scendo e subito mi avvio al bar della piazza centrale. Due chiacchiere con i miei amici, con la mia compagna. Due passi nel centro a veder vetrine e forse inciampare nella storia del luogo, ma è del tutto marginale. Ora abbiamo fame e  cerchiamo quel luogo tanto pubblicizzato sui social. Mangio, mi alzo dal tavolo e discuto con i miei amici quale strada potremmo percorrere per ritornare alle proprie case. Sorrisi, saluti e altri chilometri. Giornata lieve, passata e vissuta con semplicità.

Ecco, è tra queste righe, questo vissuto che si insinuano e poi si manifestano i tanti però.

Arrivo a destinazione e parcheggio. Però...

Però mi accorgo che non esistono sufficienti spazi adibiti al parcheggio dei motocicli. Semplicemente l'amministrazione comunale non ne prevede. Si, in questi anni mi è accaduto molte volte di girovagare per le vie in cerca di posti contrassegnati dalle relative strisce. Quando li ho trovati erano pochi, mal messi, in pendenze pericolose, su asfalto disastrato e con spazi di manovra limitati persino per una bicicletta. Perché le amministrazioni locali hanno la vista così corta? Eppure, avrebbero tutti i dati a supporto per un cambio di tendenza. Il numero dei motocicli è in costante aumento e al momento si contano (sono stime, ovviamente) circa 7.000.000 di 2 ruote in circolazione. Un numero impressionante.

Però mi accorgo quanta arroganza sia manifesta da parte dei motociclisti e degli automobilisti e quanta assenza ci sia da parte degli organi preposti al controllo e alla sicurezza delle strade. C'è un malcostume condiviso sia da parte del cittadino che del turista. Il mantra comune è questo: "io parcheggio dove mi pare, dove mi è utile, dove ritengo opportuno. Stop". E come ho già scritto qui, e anche in altri post, l'amministrazione sembra assente e, lasciatemi dire colpevolmente, distratta.

Chi si riconosce in questa arroganza cominci a mettere in discussione le priorità e ad allargare lo sguardo, sentendosi parte di una comunità invece di una singolarità. A coloro che non si riconosce in questa arroganza dico che ha semplicemente onorato la celebre rima dantesca "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Dunque, non arrabbiatevi ma siatene fieri.

ma si, in fondo ci passano...

Però la bellezza dei luoghi viene costantemente aggredita dal metallo. La presenza delle auto e dei motocicli è onnipresente, in ogni angolo, in ogni anfratto. E' una presenza ingombrante e, in alcuni casi, ostile. Ostile al passaggio dei pedoni e ostile all'usufruizione della bellezza dei luoghi. Questa invasione di metallo corrompe l'armonia e l'autenticità dei luoghi stessi. In molti casi è sinonimo di sciatteria e di mancata prospettiva verso la res publica. Ad esempio: perché far parcheggiare i veicoli proprio sotto la porta di un centro storico? Perché permettere il parcheggio a pochi centimetri (non metri) dalle scale che portano al centro storico? Perché consentire il parcheggio in viali che palesemente dovrebbero essere adibiti ad area pedonale? Perché, invece, non incentivare luoghi ove parcheggiare a favore del culto della bellezza e della valorizzazione dei luoghi? Perché incorrere sempre in questi comportamenti poco virtuosi da parte delle amministrazioni locali? Perché esiste sempre una reale assenza dei corpi di polizia e controlli durante i fine settimana? Perché si deve sempre credere che logiche atte a valorizzare i luoghi siano contrarie a quelle legate alla mobilità? E soprattutto, perché ci si ostina a creare barriere architettoniche alle persone disabili?

credo sia...una fontana

Però la storia dei luoghi, la storia dei cittadini, l'archeologia annessa ai luoghi è comunque messa in disparte. Sbiadita nelle proposte e dunque sbiadita nei ricordi. La fontana storica, la porta storica, le mura storiche, i palazzi storici sono celati dai parcheggi selvaggi e dall'incuria. I cartelli, ogni tanto a corredo di qualche luogo, sono maltrattati, divelti, consumati e relegati alla categoria "cose inutili comunque da proporre". In questo modo di esperire, i luoghi diventano non luoghi, tutti uniformati così da diventar "nessuno". Luoghi dove il target sembra essere concentrato sulla ristorazione e poco più. Mangiare, spendere e forse dormire almeno per una notte. Ogni tanto uno spettacolino buono per i bambini, uno buono per gli adulti e uno condito di musica (meglio quella mainstream) per i giovani. La la lapidaria frase, sganciata come una bomba da un ex ministro della nostra Repubblica, "Con la cultura non si mangia", sembra aver attecchito nelle nostre tasche e nella memoria e breve termine. E' come quella canzoncina che non riusciamo a togliercela dalla testa: è lì, pronta all'uso, buona per tutte le stagioni.

un "belvedere" che affaccia sul lago di Nemi

Però esiste e persiste quel senso di sciatteria, di incuria. Quelle strade del centro storico, quelle strade lungo mare, lungo lago, presentano una pavimentazione già consumata dal tempo e dall'inciviltà. Scritte, sudiciume, poster, adesivi, segnali divelti, fioriere - quando esistenti - distrutte e incolte. Erba che spunta tracotante anche dalla fontana del comune, proprio sotto la finestra del sindaco. I mezzi dell'amministrazione parcheggiati in seconda fila e spesso sopra le strisce pedonali. Carta, cartacce, volantini, mozziconi di sigarette, plastica e bottiglie di birra ovunque, poggiate ovunque: sugli alberi, sui marciapiedi, sui muretti, sugli armadietti della fibra ottica, sui davanzali delle finestre, adiacenti ai portoni, buttate tra le siepi, dentro le fontane. Pali della luce arrugginiti, piegati dal tempo e dalla gravità, non alimentati dall'energia elettrica, perennemente sporchi.

sentiero compromesso dalle frane e dalla scarsa manutenzione

2 rametti lungo un sentiero...

Però la qualità dei servizi offerti al turista sono molto spesso mediocri. Negli ultimi anni ho potuto constatare quanto si sia abbassata, in termini di qualità, l'offerta dei servizi per il turista. Quei traghetti palesemente mal manutenuti, rattoppati, con strumentazioni sviluppate negli anni '80, sedili consunti, sbriciolati dall'usura, mai cambiati, con spazi per il turista inventati, adatti solo a far più numero possibile e al diavolo la comodità che tanto con la comodità non si fanno i soldi. Guide turistiche senza anima, pronte a recitare un copione noioso, scontato e con informazioni neanche lontanamente comparabili con quelle di una qualsiasi pagina di Wikipedia.

Sono dei però che macinano e tritano l'entusiasmo, declassificano le esperienze e ci proiettano verso il torpore, appunto, della mediocrità.

Durante la visita al borgo di Posticciola trovai per la via del centro storico, area pedonale, questo decalogo:

decalogo del cittadino

Un esempio illuminato di una amministrazione attenta, sensibile e lungimirante. Un decalogo che dovrebbe accompagnare ogni singolo "cittadino del mondo" quando questo si muove tra e fuori le proprie mura. Ogni volta che lo rileggo ne apprezzo l'estensione: ogni punto è funzionale agli altri e, seppur da solo, rappresenta un gigantesca galassia.

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